lunedì, 08 settembre 2008
LogoPLGCiao a tutti!
Vi ricordate perchè è nato questo blog???
Il motivo che, più di un anno fa, mi ha spinto ad aprirlo era il voler dare spazio e voce ai precari biellesi e alle loro storie con l'intenzione di eventualmente raccoglierle in uno spettacolo teatrale.

Purtroppo questa speranza non si è avverata. Troppo poche le energie e le risorse per portarla a termine.
Ma non mi sono data per vinta.
Qualche mese fa il Comune di Biella ha dato il via all'iniziativa "Giovani e Cittadinanza" nell'ambito del Piano Locale Giovani (PLG) e cercava idee per un'azione da implementare.

Così mi sono fatta avanti... e l'idea è piaciuta!

Grazie al prezioso lavoro del gruppo che si è costituito abbiamo realizzato un video con le testimonianze dei precari biellesi!!!

Ringrazio Paola Savio e Giorgia Colpo dell'Informagiovani di Biella per aver creduto nella mia idea, Elena Ferrara e Federico Lanza per aver fornito il loro tempo e la loro professionalità per la realizzazione del video e per l'elaborazione dei dati che lo acconpagnano e, last but not least, la Galveston Lab per la professionalità e le idee che ci hanno permesso di tradurre in immagini quanto avevamo in testa!!

Il video si intitola "Equilibrio Precario" e verrà proiettato in anteprima il 26 settembre 2008  ore 21:00 al Museo del Territorio di Biella dopo la conferenza "Il lavoro che cambia", una delle iniziative che illumineranno la Notte dei Ricercatori.

A novembre, invece, il Comune di Biella organizzerà una presentazione ufficiale.

Precari biellesi, vi aspetto numerosi ad oguno dei due appuntamenti!!!
giovedì, 03 gennaio 2008
Faccio parte di quella categoria di giovani laureati a pieni voti... Insomma, mi sono data da fare in questi anni di studio e ho sempre dato il massimo dell'impegno per poi trovarmi di fronte a una realtà del tutto diversa da quella che mi aspettavo: una realtà che non ripaga gli sforzi e che non gratifica per le doti e l'impegno.
Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro qui a Biella. Perchè rimanere a Biella, chiederete voi... perchè sono attaccata alle mie radici e alle persone e in fondo amo questo paesone, amo la vita di provincia dove bene o male ci si conosce tutti e si ha quel sentore di umana solidarietà. Ora sto facendo un dottorato di ricerca e percepisco una misera borsa di studio ministeriale. Ma fin qui tutto bene: me lo aspettavo, sapevo a cosa sarei andata incontro accettando di studiare ancora. Il problema è che se guardo solo un po' pi& ugrave; in là del mio naso, vedo i miei colleghi più anziani con dei contratti a progetto da far piangere. A volte penso che per i biellesi il nostro lavoro non sia considerato così "importante" e socialmente riconosciuto per sprecare tante risorse su di noi. Oltretutto, come spesso succede in questi casi, tutti gli svantaggi di un contratto del genere si accompagnano agli obblighi di un lavoratore dipendente. Sono profondamente demoralizzata e a questa situazione, a Biella come in qualsiasi altra città d'Italia, non riesco proprio a farci l'abitudine. Come posso pensare di avere la mia indipendenza e, un giorno, mettere su famiglia con delle condizioni del genere? E' proprio vero che così facendo si uccide l'entusiasmo dei giovani, che si può dire solo  grazie alla passione continuano a impegnarsi nel proprio lavoro in un paese che non fa nulla per ripagarli, o anche solo gratificarli.
Non chiedo di essere ricoperta d'oro, anche s e con tutti gli anni passati a studiare mi piacerebbe guadagnare un po' di più di 1000 € al mese, chiedo solo la certezza di avere un lavoro tra 1, 2, 5, 10 anni... Sono giovane e il mio lavoro mi piace troppo: sono solo questi i motivi per cui non mollo.
Posso sperare in un futuro migliore?"



Una precaria, Biella

PS: ringrazio Francesca per aver creato un blog così utile, che ci fa sentire un po' meno soli e funziona anche un po' da valvola di sfogo. Mi scuso inoltre per l'anonimato ma non vorrei rischiare di perdere il mio lavoro, seppur precario! Come ben sapete, con i contratti che siamo costretti ad accettare, i datori di lavoro non ci pensano due volte e non rinnovarli.