martedì, 28 aprile 2009
Stagisti di tutto il mondo unitevi ed entrate nella Repubblica degli Stagisti!!

Il sito interamente dedicato al mondo degli stagisti

Perchè se ormai è vero, come è vero, che "l'Italia è una repubblica fondata sullo stage" allora bisogna unirsi, scambiarsi le esperienze, magari per trovare una via d'uscita alla catena infinita di stage non pagati o mal pagati!!!

Eleonora Voltolina ci ha provato a scavare in questo mondo dello stage infinito che sfiora lo sfruttamento e ha messo tutta la sua esperienza e le sue capacità giornalistiche per mettere insieme un sito, la Repubblica degli Stagisti appunto, che è dedicato solo a voi, miei cari stagisti!!
Dove potete trovare anche delle proposte di Stage seri (anche grazie all'iniziativa del bollino "Ok Stage").

Ho trovato interessante soprattutto la Carta dei diritti dello stagista, ci voleva la Carta e soprattutto delle aziende disposte a sottoscriverla!

Grazie Eleonora per avermi segnalato il sito e soprattutto grazie per il tuo lavoro e il tuo impegno!!
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categoria:pagamento, stagisti, mancanza diritti, repubblica degli stagisti
sabato, 11 ottobre 2008
Una vita da stagista, videogame di MolleindustriaProprio oggi mi ha contattato Eleonora, la curatrice del blog "La Repubblica degli STAGISTI", che mi ha chiesto di linkare il suo blog sugli stagisti al mio sui precari biellesi.
Detto, fatto!

Potete leggere tutto sulle avventure/disavventure del mondo degli stagisti su:
http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

Il blog, che ho trovato molto molto interessante, si presenta come segue:

"In un mondo del lavoro snaturato dall'abuso dello strumento dello stage, legioni di ragazzi tra i 20 e i 30 anni cominciano a cercare un impiego rassegnati a sentirsi proporre solo stage, gratuiti o malpagati. E' giusto che enti e aziende se ne approfittino così? Raccontate la vostra storia di stagisti. Cerchiamo di cambiare le cose!"
postato da: framene alle ore 10:50 | Permalink | commenti
categoria:pagamento, stagisti, mancanza diritti
mercoledì, 09 maggio 2007

Beati anni '80... chi di noi piccole pargole non ha sognato di essere  come la Melanie?Qualcuno è ingrado di spiegarmi perchè questo cazzo di senso di inquietudine/irrequietudine non mi abbandona? Mi sento soffocare e non credo sia solo colpa del polline, della censura CEIale o di Prodi che si è dimenticato cosa vuol dire avere un'opinione e non modificarla dopo un nano secondo. Chissà sarà solo voglia di Cina o il fatto di essere cresciuta con la mamma tv che mi proponeva modelli di amori eterni e carriere spettacolari (ma dai tu sei laureata in cinese, avrai milioni di offerte di lavoro no!!!). Sarà, ma ora vado fare una traduzione dall'italiano al cinese per il tribunale. Il compenso? fra mesi e si parla di cifre sotto le 100 euro, d'altronde perchè diavolo ti devo pagare tanto? solo perchè sai il cinese? Guarda me cicci, io sono una scarpa , ho 60 anni, non ho nemmeno il diploma, non so l'inglese, ma prendo tanti soldi perchè gli altri facciano il mio lavoro. ma se vuoi ti offro uno stage e pensa pensa ti pago addiritturaaaa....addiritturaaa...coi buoni pasto!!! certo per meritarti questi fantastici buoni dovrai lavorare dalle 8 del mattino alle 7 di sera!!! ma cosa vuoi per dei buoni pasto questo ed altro!!

Disillusa biellese, 27 anni

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categoria:pagamento, lavoro autonomo, precarietà emotiva
mercoledì, 21 marzo 2007

cino-precaria!!!Eh sì, anch’io vivo da precaria...

Ho studiato cinese perché la Cina è la mia passione. Poi un master in “Servizi agli immigrati” e l’ingresso nel mondo del lavoro: mediazione culturale, insegnamento di italiano a stranieri, ricerca sociale... E poi molto altro: traduzioni, interpretariato, consulenze... Mini contratti di prestazione occasionale (anzi, mini co.co.co.) di 20/30/50 ore. Un’infinità di luoghi di lavoro (soprattutto in Torino e provincia), di “capi” e di tipologie di lavoro. In una giornata lavoro dalle 4 alle 6 ore, ma sono in giro tutto il giorno per spostamenti da un lavoro all’altro. Senza calcolare il tempo “perso” per l’aspetto burocratico: ore e ore spese ogni volta a stabilire il tipo di contratto e le modalità di pagamento, o a sollecitare la retribuzione, che arriva quando quasi non ci speravi più...

Il lavoro è appassionante: a contatto con le persone, per lo più con immigrati cinesi, con le loro problematiche ma anche con la loro ricchezza, con le loro storie di vita incredibili, con l’energia di giovani catapultati in un altro mondo e la disperazione di chi ha perso tutto... Un lavoro bello e importante ma impraticabile... Ora va bene, ho 26 anni e “sto facendo esperienza”, ma come pensare a una famiglia quando si è alla costante ricerca di un lavoro? Quando non si sa nemmeno cosa si farà il mese successivo?

Sì, lo so, con il cinese non dovrei avere problemi, è la lingua del futuro... Basta trovare un’azienda e lavorare nel settore commerciale... e lasciare perdere questa stupida pretesa di voler fare un lavoro che mi piace davvero.

 

Anna, Biella-Torino

sabato, 17 marzo 2007

Non parlo, non vedo, non sento... NON PAGO!Te ga pagà quei cancari?” (leggi: “ti hanno pagata quei disgraziati?” Traduzione libera e poco fedele per chi non sia di madrelingua veneta). Scusate la licenza poetica, ma nonna Giovanna dixit e, tra gli innumerevoli commenti alla grottesca situazione, mi pare quello che più si avvicina allo stato delle cose.

Perché sì, ho ricevuto in data primo Marzo 2007 i soldi di un lavoro svolto nel Febbraio 2006 e i suddetti “cancari” sono un ente pubblico biellese di cui, per codarda sopravvivenza, non cito il nome. Sono una psicologa (ormai più psicho che psico) e riepilogo la storia. Perché non basta digerire i “ritocchi” al tuo progetto da parte di saccenti non addetti ai lavori, che lo stravolgono in nome del politically correct (tipo non vedo, non sento, non parlo… le tre scimmiette, ma non siamo allo zoo), con tanti saluti alla deontologia professionale… Non basta essere trattati con sufficienza quando ti opponi ai “ritocchi”, proponendo argomentazioni scientificamente valide, solo perché non costruisci Piramidi ma lavori “solo” con le parole… Non basta stipulare un contratto di “prestazione occasionale” (prestazione occasionale… certe volte mi sento un po’ prosti) che sottrae un 20% da quella manciata di Euro che ti devono senza “contributi” (se ti proponi come libero professionista ti impalano col frassino come un vampiro)… No, non basta… Perché guai a dissociare il danno dalla beffa! Ti pagano dopo un anno! E che è? Faccio il mutuo per le bollette? Senza contare che liquidandomi nel 2007 quei bei 3500 Euro (che al netto fanno 2800 Euro, ma è un’inezia), mi trovo con solo più 1500 Euro da giocarmi in “prestazioni occasionali” per l’anno corrente, perché il tetto massimo per questo tipo di contratto è 5000 Euro annui (la mamma dice che così evito malattie veneree… boh?) e siamo solo a Marzo. Parlo di soldi non per fare la venale, ma è inutile aspirare alla realizzazione di desideri aulici quando manca la soddisfazione dei bisogni primari… è una gerarchia! Il lavoro scarseggia e il ricatto galleggia (non voglio fare paragoni con altre cose che galleggiano perché diventerei volgare, ma se un barbone è “residenzialmente flessibile”, quello che galleggia è “scatologicamente composto”).

A ma questa è solo la fine della storia e non voglio annoiarvi… to be continued…

Che dire?! Mal comune mezzo gaudio? Sì! E non ci sono più le mezze stagioni, mancano i parcheggi, andava meglio quando andava peggio… SVEGLIAMOCI!

Dopo colloqui di lavoro all’insegna del “troppo giovane, troppo vecchia, iperqualificata, poca esperienza nel campo”… vabbè ho capito, non ti piacciano gli occhi azzurri e i capelli lisci… Mi tocca fare la nonna animatrice (ho 34 anni) nei villaggi turistici. Sà da campà!
martedì, 27 febbraio 2007

San Precario davanti allo Strehelercara francesca, vengo incontro alla tua richiesta e ti scrivo la mia frustrazione di precaria sperando ti sia utile.

 

credo che la mia sia però stata una scelta di precarietà!

mi è sempre stato detto che fare l'artista non ti fa guadagnare la pagnotta ed io volevo smentire quest'affermazione dimostrando che forse un sogno va oltre l'esigenza di stabilità. e così mi sono ritrovata a bussare alle porte di teatri, ricevendo la porta sul muso. e voltandomi indietro sentivo quella frustrazione dettata da una società legata a degli standard inequivocabili. non è facile arrivare in finale a dei provini, sapere di essere più preparata della persona che concorre con te e venire scartata perchè l'altra possiede delle "doti" che tu non hai, quali la bellezza o il famoso calcio in culo...

 

senza poi parlare di coloro che credono che il lavoro dell'attore non sia un lavoro e, rifugiandosi nella scusante dei tagli del governo alla cultura, esigono la tua presenza senza nessun contributo economico, pretendendo magari anche un lavoro di un certo livello... confermando così che chi vuole veramente tentare la carriera d'attore deve per forza avere una famiglia agiata alle spalle (cosa che io non ho!).

 

e così ti ritrovi di fronte al bivio: abbandonare quella strada che ritenevi avesse un certo spessore e che invece si rivela superficiale, o lottare e continuare, rischiando di prenderti altre porte sul muso? io ho optato per la seconda. ora mi ritrovo in un teatro a milano (perchè biella sicuramente non offre...) fino a maggio, con un altro contratto pronto per novembre.

e da maggio a novembre?

e così ci si adegua... non importa che tu abbia una laurea e un diploma da attore professionista...ritornerò a fare banchetti vendendo i miei gioielli alle feste di paese o sulle spiagge del mondo per almeno dire: precaria, ma soddisfatta!

 

precari soddisfatti di tutto il mondo unitevi e tenete duro, felici della vostra scelta!

 

un abbraccio,

daniela

nata e residente a biella fisicamente, e mentalmente volta al futuro e al mondo fuori biella!

martedì, 27 febbraio 2007

FunambolavoroParto dal presupposto che se dovessi scegliere tra l'idea di avere lo stesso lavoro per tutta la vita ed uno che cambia ogni uno\due\tre anni, sceglierei il secondo. Assolutamente.

Molto più accattivante, più dinamico, più "mi metto costantemente in discussione", più stimolante.

Solo che non si può lavorare senza garanzie, senza contributi, senza malattia, senza sicurezza . Quando scade il contratto devi essere sicuro di trovarne un altro.

Resto però dell'idea che il "tempo determinato" sia più stimolante, in un'ipotetica carriera lavorativa GARANTITA. Uno statale viene licenziato quasi solo se commette un genocidio o reati contro l'umanità, questo comporta un forte disincentivo alla produzione (tutti noi abbiamo avuto almeno un insegnante nella nostra vita che si leggeva il giornale in classe) nel settore pubblico, dove non ancora tutti hanno scoperto i contratti a progetto o a tempo determinato. Per questo ammiro particolarmente chi, nonostante le giuste garanzie che si trova ad avere, si sbatte ugualmente, si dà da fare e cerca di migliorarsi in continuazione, a chi si comporta come chi si sente dire "...se ci piacerà lavorare con lei le rinnoveremo il contratto per altri sei mesi...". Ad essere privilegiati ci si adagia spesso sugli allori.

Il mio primo lavoro precario è stato 3 anni or sono, circa.

Sono stato assunto da una telefonata, che mi ha spedito un foglio di carta da firmare. Dovevo intervistare delle persone per alcune indagini di mercato. Dovevo chiedere alle persone quali prodotti conoscevano\utilizzavano. Ero obbligato a fare tutto l'elenco di domande a tutti. Esempio.

Signora anziana di 80 anni:

Domanda: Secondo lei quale è ad oggi la casa automobilistica leader nella produzione di station wagon?

Silenzio.

Ancora silenzio.

Risposta: Io mi trovo davvero bene con la Seicento.

Ok signora, allora crocio FIAT.

Avete capito perchè Montezemolo è così fiducioso sulla ripresa della Fiat?

Per farmi pagare questi 300 € circa ci sono voluti 4 mesi. Uno perchè ti pagano un mese dopo, un'altro perchè dicono che "abbiamo dei ritardi con i pagamenti" un'altro perchè "stiamo avendo dei problemi... ". Quindi ti scatta il "non me ne fotte un belino dei vostri problemi, dovete darmi i miei soldi". Mi sono rivolto ad un sindacato che ha avanzato un reclamo legale. Ad una settimana dalla ricezione della raccomandata contenente l'ultimatum mi è arrivato a casa un assegno con il mio stipendio. Nota: assumevano quasi solo studenti.

Maledetti stronzi...

 

Nubi di ieri sul nostro domani odierno (Abitudinario)

 

Christian, 22 anni, Principato di Masserano.
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categoria:pagamento, lavoro autonomo, mancanza diritti
domenica, 18 febbraio 2007

Ho appena messo giù il telPetit Lucciolaefono.

Telefonata di lavoro. Spiacevole.

Ho dovuto ricordare che, dopo tre mesi che ho iniziato il “progetto”, non ho ancora visto un soldo.

Come pretendono che possa vivere? “Ma, si metta nei nostri panni, ci hanno bloccato i pagamenti…”.

Metto giù il telefono, scendo le scale, passo a fare un saluto a mia nonna prima di prendere la macchina per la seconda riunione della giornata. Stamattina a Trivero, oggi a Biella, domani a Chieri, e in quattro giorni finisco il pieno. “Ma, si metta nei nostri panni, ci hanno bloccato i pagamenti…” e nei miei panni? Non si mette mai nessuno?

Entro da mia nonna, la prima cosa che mi chiede è:

Il lavoro?

Sempre uguale

Ma si può sapere che lavoro fai?

Lo sai, te l’ho spiegato tante volte, ho tanti lavori diversi…

Ormai non ho più la voglia di spiegare a lei e a tutti quelli “non abituati a pensare a progetto” che due ore faccio la docente, a volte la consulente e per lo più la ricercatrice… e poi faccio interviste.

Incalza: “Ma te le mettono le marchette?

No, non prendo abbastanza

Cosa vuol dire che non prendi abbastanza? Se uno lavora gli spettano le marchette!! E poi tu che hai studiato tanto…”.

La guardo negli occhi e capisco quello che pensa: pensa che non può essere… pensa che devo essere io a non aver tanta voglia di lavorare e ad essermi scelta questi lavori strani…

La guardo, mentre si lamenta che la sua pensione la spende quasi tutta per la badante, e penso: “E io? Come sarà la mia vecchiaia? Quando capiterà un ictus a me? Dove li prenderò i soldi?

Francesca, 26 anni, Pettinengo

postato da: framene alle ore 14:44 | Permalink | commenti
categoria:contributi, pagamento, nonni, pensione, marchette