domenica, 18 febbraio 2007

Stiamo camminando velocemente, un po' sudati e
ansimanti, con la testa china e un grosso fardello
sulle spalle, finché ad un punto, per un momento, ci
fermiamo e alziamo la testa.

Oltre alle inquietudini più comuni: lavoreremo ancora
tra sei mesi o un anno? Cosa succederà quando saremo
anziani e senza pensione? Cosa succede se ci capita
una brutta malattia? Pensiamo, guardando la montagna e
il sentiero che ci aspetta: cosa ne sarà dei nostri
figli? Se anche solo uno di noi due si dovesse
ammalare e "perdere" il proprio straccetto di lavoro,
cosa potremo garantire loro e cosa ne sarà di noi? E
se si ammalano i nonni-salvadaio, a partire da domani,
che ne sarà di tutti noi?

Ci voltiamo, allora, a guardare la pianura, lontana, e
il sentiero fatto finora. Non ci chiediamo : perché la
società ci fa laureare e poi ci tratta così male,
perché una risposta la vediamo nella bassa
partecipazione politica dei giovani - nel senso più
ampio di partecipazione alla vita della polis. E non ci
chiediamo nemmeno: ma perché i più anziani ci hanno
portati a ciò, e oggi se ne fregano e pure ci deridono
o ci denigrano, perché siamo convinti che la loro vita
si sia svolta in un altro mondo, fatto di altre
regole, vincoli e opportunità, e adesso proprio non
capiscono cosa stia succedendo.

Ci rimettiamo in marcia, e ci domandiamo, mesti: ma
per quanto tempo potrà durare tutto questo? Quando
media e gadgets imbonitori cesseranno i loro effetti
narcotizzanti e la rabbia che c'è, oggi repressa,
emergerà irresistibile? Succederà mai una "rivoluzione
dei precari", magari una "rivoluzione giovanile",
oppure tutto proseguirà sempre così, immobile,
instabile, precario appunto, in una guerra tra poveri
sempre più affamati, rabbiosi, feroci e quindi sempre
più poveri?

Non riusciamo più a marciare: proviamo a togliere
ancora qualcosa dal nostro pesante fardello : ci
saranno sicurametne ancora cose che potremo togliere e
così facendo alleggerirci il cammino! Ma c'é anche
qualcosa di più grande, di irrinunciabile: ci sono
anche i nostri due bimbi!

Li guardiamo bene, innocenti e sereni, e ci chiediamo:
sono piccoli, adesso, ma se sapessero cosa stiamo
costruendo per loro, cosa penserebbero di noi?


Emilio e Manuela, 31 anni e due figli, Biella,
entrambi
lavoratori precari nel settore sociale

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categoria:figli, nonni, impossibilità di un futuro, precarietà emotiva
domenica, 18 febbraio 2007

Ho appena messo giù il telPetit Lucciolaefono.

Telefonata di lavoro. Spiacevole.

Ho dovuto ricordare che, dopo tre mesi che ho iniziato il “progetto”, non ho ancora visto un soldo.

Come pretendono che possa vivere? “Ma, si metta nei nostri panni, ci hanno bloccato i pagamenti…”.

Metto giù il telefono, scendo le scale, passo a fare un saluto a mia nonna prima di prendere la macchina per la seconda riunione della giornata. Stamattina a Trivero, oggi a Biella, domani a Chieri, e in quattro giorni finisco il pieno. “Ma, si metta nei nostri panni, ci hanno bloccato i pagamenti…” e nei miei panni? Non si mette mai nessuno?

Entro da mia nonna, la prima cosa che mi chiede è:

Il lavoro?

Sempre uguale

Ma si può sapere che lavoro fai?

Lo sai, te l’ho spiegato tante volte, ho tanti lavori diversi…

Ormai non ho più la voglia di spiegare a lei e a tutti quelli “non abituati a pensare a progetto” che due ore faccio la docente, a volte la consulente e per lo più la ricercatrice… e poi faccio interviste.

Incalza: “Ma te le mettono le marchette?

No, non prendo abbastanza

Cosa vuol dire che non prendi abbastanza? Se uno lavora gli spettano le marchette!! E poi tu che hai studiato tanto…”.

La guardo negli occhi e capisco quello che pensa: pensa che non può essere… pensa che devo essere io a non aver tanta voglia di lavorare e ad essermi scelta questi lavori strani…

La guardo, mentre si lamenta che la sua pensione la spende quasi tutta per la badante, e penso: “E io? Come sarà la mia vecchiaia? Quando capiterà un ictus a me? Dove li prenderò i soldi?

Francesca, 26 anni, Pettinengo

postato da: framene alle ore 14:44 | Permalink | commenti
categoria:contributi, pagamento, nonni, pensione, marchette