“Te ga pagà quei cancari?” (leggi: “ti hanno pagata quei disgraziati?” Traduzione libera e poco fedele per chi non sia di madrelingua veneta). Scusate la licenza poetica, ma nonna Giovanna dixit e, tra gli innumerevoli commenti alla grottesca situazione, mi pare quello che più si avvicina allo stato delle cose.
Perché sì, ho ricevuto in data primo Marzo 2007 i soldi di un lavoro svolto nel Febbraio 2006 e i suddetti “cancari” sono un ente pubblico biellese di cui, per codarda sopravvivenza, non cito il nome. Sono una psicologa (ormai più psicho che psico) e riepilogo la storia. Perché non basta digerire i “ritocchi” al tuo progetto da parte di saccenti non addetti ai lavori, che lo stravolgono in nome del politically correct (tipo non vedo, non sento, non parlo… le tre scimmiette, ma non siamo allo zoo), con tanti saluti alla deontologia professionale… Non basta essere trattati con sufficienza quando ti opponi ai “ritocchi”, proponendo argomentazioni scientificamente valide, solo perché non costruisci Piramidi ma lavori “solo” con le parole… Non basta stipulare un contratto di “prestazione occasionale” (prestazione occasionale… certe volte mi sento un po’ prosti) che sottrae un 20% da quella manciata di Euro che ti devono senza “contributi” (se ti proponi come libero professionista ti impalano col frassino come un vampiro)… No, non basta… Perché guai a dissociare il danno dalla beffa! Ti pagano dopo un anno! E che è? Faccio il mutuo per le bollette? Senza contare che liquidandomi nel 2007 quei bei 3500 Euro (che al netto fanno 2800 Euro, ma è un’inezia), mi trovo con solo più 1500 Euro da giocarmi in “prestazioni occasionali” per l’anno corrente, perché il tetto massimo per questo tipo di contratto è 5000 Euro annui (la mamma dice che così evito malattie veneree… boh?) e siamo solo a Marzo. Parlo di soldi non per fare la venale, ma è inutile aspirare alla realizzazione di desideri aulici quando manca la soddisfazione dei bisogni primari… è una gerarchia! Il lavoro scarseggia e il ricatto galleggia (non voglio fare paragoni con altre cose che galleggiano perché diventerei volgare, ma se un barbone è “residenzialmente flessibile”, quello che galleggia è “scatologicamente composto”).
A ma questa è solo la fine della storia e non voglio annoiarvi… to be continued…
Che dire?! Mal comune mezzo gaudio? Sì! E non ci sono più le mezze stagioni, mancano i parcheggi, andava meglio quando andava peggio… SVEGLIAMOCI!
Dopo colloqui di lavoro all’insegna del “troppo giovane, troppo vecchia, iperqualificata, poca esperienza nel campo”… vabbè ho capito, non ti piacciano gli occhi azzurri e i capelli lisci… Mi tocca fare la nonna animatrice (ho 34 anni) nei villaggi turistici. Sà da campà!categoria:contributi, pagamento, inps, lavoro autonomo, impossibilità di un futuro, mancanza diritti, precarietà emotiva, passione per il proprio lavoro









efono.
Oggi vado all’INPS. Tra l’intervista e la riunione dovrei avere tempo.