giovedì, 03 gennaio 2008
Faccio parte di quella categoria di giovani laureati a pieni voti... Insomma, mi sono data da fare in questi anni di studio e ho sempre dato il massimo dell'impegno per poi trovarmi di fronte a una realtà del tutto diversa da quella che mi aspettavo: una realtà che non ripaga gli sforzi e che non gratifica per le doti e l'impegno.
Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro qui a Biella. Perchè rimanere a Biella, chiederete voi... perchè sono attaccata alle mie radici e alle persone e in fondo amo questo paesone, amo la vita di provincia dove bene o male ci si conosce tutti e si ha quel sentore di umana solidarietà. Ora sto facendo un dottorato di ricerca e percepisco una misera borsa di studio ministeriale. Ma fin qui tutto bene: me lo aspettavo, sapevo a cosa sarei andata incontro accettando di studiare ancora. Il problema è che se guardo solo un po' pi& ugrave; in là del mio naso, vedo i miei colleghi più anziani con dei contratti a progetto da far piangere. A volte penso che per i biellesi il nostro lavoro non sia considerato così "importante" e socialmente riconosciuto per sprecare tante risorse su di noi. Oltretutto, come spesso succede in questi casi, tutti gli svantaggi di un contratto del genere si accompagnano agli obblighi di un lavoratore dipendente. Sono profondamente demoralizzata e a questa situazione, a Biella come in qualsiasi altra città d'Italia, non riesco proprio a farci l'abitudine. Come posso pensare di avere la mia indipendenza e, un giorno, mettere su famiglia con delle condizioni del genere? E' proprio vero che così facendo si uccide l'entusiasmo dei giovani, che si può dire solo  grazie alla passione continuano a impegnarsi nel proprio lavoro in un paese che non fa nulla per ripagarli, o anche solo gratificarli.
Non chiedo di essere ricoperta d'oro, anche s e con tutti gli anni passati a studiare mi piacerebbe guadagnare un po' di più di 1000 € al mese, chiedo solo la certezza di avere un lavoro tra 1, 2, 5, 10 anni... Sono giovane e il mio lavoro mi piace troppo: sono solo questi i motivi per cui non mollo.
Posso sperare in un futuro migliore?"



Una precaria, Biella

PS: ringrazio Francesca per aver creato un blog così utile, che ci fa sentire un po' meno soli e funziona anche un po' da valvola di sfogo. Mi scuso inoltre per l'anonimato ma non vorrei rischiare di perdere il mio lavoro, seppur precario! Come ben sapete, con i contratti che siamo costretti ad accettare, i datori di lavoro non ci pensano due volte e non rinnovarli.