sabato, 27 ottobre 2007

Dopo il 20 ottobre

 

Miii... se hanno ragione loro, QUANTA DIGNITA' ho IO???Mentre milioni di giovani affrontano tutti i giorni la propria condizione incerta di studenti poco qualificati, spesso ignoranti, in attesa di diventare disoccupati e precari; di disoccupati o occupati precari per molti anni o per sempre; di occupati a tempo indeterminato in equilibrio sull’asse di un economia (capitalistica) sempre più incapace di produrre, e distribuire, ricchezza.   Mentre accade tutto questo la politica parla di se stessa, discute della propria onestà  e si fa guerra per darsi una patente di rispettabilità, inseguendo il sogno della sicurezza totale, della giustizia giusta: un orgia autoreferenziale e impotente! 

Troppo facile e stupido chiedere “giustizia e ordine” in un mondo in cui regnano ingiustizia sociale e sperequazioni sempre più evidenti, che riempiono le carceri di disperati che vi restano perché poveri.

Mentre l’evasione fiscale, lo “strozzinaggio” bancario, l’indifferenza per le sorti dell’ambiente, la ricerca esasperata della riduzione del costo del lavoro sono gli strumenti utili per rafforzare il peso economico dell’impresa, che non sa investire, che non sa innovare ma chiede “flessibilità” che vuol dire “precarietà”.   Mentre questa appare la sola strada per raggiungere il potere economico… accade che Di Pietro e Mastella litigano di “giustizia e ordine”, il governo vara un “piano sicurezza”, all’unico scopo, i primi di rubarsi gli elettori, il secondo di contenere la perdita di consensi !

Non c’è un progetto, non c’è discontinuità con le politiche economiche del passato.  Si fa finta di ascoltare ma ci si guarda la pancia, si fa bassa ragioneria invece di programmazione politica, si risparmia invece di investire, si contraggono i salari e gli stipendi invece di allargare l’accesso ai consumi, si fa della “legalità” ipocrita invece della solidarietà…   

Verrebbe da dire con Erasmo da Rotterdam: “E dunque… non meriterebbero questi pazzi da legare, che pur vogliono parere dei Taleti per sapienza, non meriterebbero di essere chiamati maestri di pazzia?

Noi che siamo abituati a parlare di cose e siamo un po’ indifferenti all’occupazione del potere (forse perché non ne abbiamo ancora gustato appieno il sapore o forse, davvero, perché il potere logora, svuota e cosifica!). Noi che vorremmo “scioglierci” nella società e nei movimenti, che vorremmo la partecipazione politica e l’autodeterminazione, l’autogestione dei bisogni e del loro soddisfacimento. Noi che vorremmo che le identità fossero fatte di progetti e azioni e non di bandiere e simboli…   Noi pensiamo che si debba agire!!!

Per arginare il giustizialismo di Di Pietro, l’insipienza di Mastella, la deriva moderata e normalizzatrice del Partito Democratico, l’iniquità delle politiche economiche dei governi europei, la crisi della politica e la tentazione dei “nuovi predicatori” non dobbiamo costruire un nuovo partito ma una “rete critica”: un laboratorio (o cantiere o soggetto ma non una cosa!) fatta di individualità, movimenti, associazioni e partiti che diano vita ad una alternativa politico-culturale. 

Muovendoci dalle grandi questioni poste dalla manifestazione del 20 ottobre ci piacerebbe costruire qui nel biellese una rete critica  (lontana ed estranea dalla lobby  di imprenditori/banchieri/ commercialisti/geometri che guidano la politica locale):  una sinistra sociale e politica, plurale e unitaria che possa muoversi anche sui temi locali, che non sono certo diversi da quelli “globali”, e potrebbero divenire immediata occasione di azione politica nel territorio e nelle istituzioni.   

Superando i pregiudizi ideologici, le ricerche identitarie autoreferenziali e le collocazioni istituzionali, dentro la società che agisce in nome della comunità partecipata e solidale incontriamoci e avviamo un percorso di costruzione “dal basso” di un’alternativa di società.

Per costruire un “cartello elettorale” c’è tempo…, urgente è metterci insieme per costruire progetti condivisi e dare un segno diverso alle politiche locali, contribuendo alla necessaria svolta delle politiche nazionali. 

Sentiamoci e incontriamoci, fuori dagli schemi …ma facciamo presto!

 

Biella, 25 ottobre 2007.

   

 

Marco Sansoé

Segretario provinciale PRC

postato da: framene alle ore 11:25 | Permalink | commenti
categoria:proposta sansoè dopo il 20 otto
venerdì, 19 ottobre 2007

Non sono d'accordo con il Disegno di Legge Levi-Prodi, soprattutto, nella definizione che viene data di "prodotto editoriale" ("Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso").

Mi sembra che il loro gioco sia simile a quello che pone il contratto a progetto sotto la categoria del lavoro autonomo. Scusate il paragone poco "aulico", ma è come chiamare le uova di trota "caviale" e obbligare la trota a risalire i fiumi contro corrente.
Non è onesto da parte del Governo, e quindi dello Stato Italiano, allargare definizioni specifiche come quella di "prodotto editoriale" e di "editoria" al semplice scambio di informazioni, opinioni, a volte anche sentimenti ed esprerienze tra semplici cittadini.
Scrivere su internet NON deve essere equiparato a pubblicare un articolo su una testata giornalistica.
Qualsiasi governo che tema, e quindi controlli, censuri o rende difficile, il libero discorso e il libero e scambio di idee tra semplici cittadini mina la libertà stessa di tali cittadini.

Mia zia e la sua parrucchiera sono un tantino più stagionate... Ma cosa vogliono fare? Far iscrivere all'albo dei giornalisti anche mia zia e la sua parrucchiera, note opinion leader, del piccolo paese in cui vivo?

Cari governanti, date fiducia ai cittadini italiani, non siamo beoti come pensate... quando leggiamo una notizia su internet, magari nel blog di qualche sconosciuto, non la prendiamo sul serio finchè non abbiamo controllato!!!


Comunque da questo Disegno di Legge si capiscono alcune semplici cose:

- I nostri governanti sono tecnologicamente Ignoranti

- Tutti hanno PAURA della liberta' d'informazione perchè forse hanno molto da nascondere

- Internet preoccupa sempre di piu' (dopo il V-DAy se ne sono accorti anche i piu' scettici).

- Un cittadino informato dei fatti è considerato un cittadino potenzialmente pericoloso

Per questi motivi VALE LA PENA utilizzare Internet per informarsi e cercare di diffondere questo comportamento !!



Da www.beppegrillo.it

**La legge Levi-Prodi e la fine della Rete **

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all informazione sotto sotto questi sono tutti d accordo.

La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.

L'iter proposto da Levi limita, di fatto, l accesso alla Rete. Qualesemplice cittadino si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?

La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile.

Il 99% chiuderebbe.

Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.

Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento.

Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it 
postato da: framene alle ore 18:30 | Permalink | commenti (4)
categoria:disegno di legge levi-prodi