giovedì, 29 marzo 2007

Io che aspetto di pubblicare le testimonianzeCari lettori del blog,

ho visto dai contatti che cominciate ad essere numerosi!!!  In un mese siate stati circa 800.

Per me è una bella soddisfazione e vi ringrazio per esservi interessati al mondo di noi (voi?) precari.

Insieme alla gratitudine vi faccio anche un appello: chi di voi è un lavoratore precario cerchi di trovare un po' di tempo per scrivermi la sua testimonianza da pubblicare sul blog.

Ormai ho dato fondo a tutti i miei amici precari e non so più come nutrire con testimonianze nuove il blog.

Vi prego non fate che questa iniziativa finisca come lettera morta...

Che abbiano ragione loro? Che sia vero che i precari alla fine sono pochi e sono un fenomeno residuale?

Io non la penso così, penso che sia ora di farci sentire!!!

Un grazie ancora a tutti voi

 

Francesca

postato da: framene alle ore 12:09 | Permalink | commenti
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mercoledì, 21 marzo 2007

cino-precaria!!!Eh sì, anch’io vivo da precaria...

Ho studiato cinese perché la Cina è la mia passione. Poi un master in “Servizi agli immigrati” e l’ingresso nel mondo del lavoro: mediazione culturale, insegnamento di italiano a stranieri, ricerca sociale... E poi molto altro: traduzioni, interpretariato, consulenze... Mini contratti di prestazione occasionale (anzi, mini co.co.co.) di 20/30/50 ore. Un’infinità di luoghi di lavoro (soprattutto in Torino e provincia), di “capi” e di tipologie di lavoro. In una giornata lavoro dalle 4 alle 6 ore, ma sono in giro tutto il giorno per spostamenti da un lavoro all’altro. Senza calcolare il tempo “perso” per l’aspetto burocratico: ore e ore spese ogni volta a stabilire il tipo di contratto e le modalità di pagamento, o a sollecitare la retribuzione, che arriva quando quasi non ci speravi più...

Il lavoro è appassionante: a contatto con le persone, per lo più con immigrati cinesi, con le loro problematiche ma anche con la loro ricchezza, con le loro storie di vita incredibili, con l’energia di giovani catapultati in un altro mondo e la disperazione di chi ha perso tutto... Un lavoro bello e importante ma impraticabile... Ora va bene, ho 26 anni e “sto facendo esperienza”, ma come pensare a una famiglia quando si è alla costante ricerca di un lavoro? Quando non si sa nemmeno cosa si farà il mese successivo?

Sì, lo so, con il cinese non dovrei avere problemi, è la lingua del futuro... Basta trovare un’azienda e lavorare nel settore commerciale... e lasciare perdere questa stupida pretesa di voler fare un lavoro che mi piace davvero.

 

Anna, Biella-Torino

sabato, 17 marzo 2007

Non parlo, non vedo, non sento... NON PAGO!Te ga pagà quei cancari?” (leggi: “ti hanno pagata quei disgraziati?” Traduzione libera e poco fedele per chi non sia di madrelingua veneta). Scusate la licenza poetica, ma nonna Giovanna dixit e, tra gli innumerevoli commenti alla grottesca situazione, mi pare quello che più si avvicina allo stato delle cose.

Perché sì, ho ricevuto in data primo Marzo 2007 i soldi di un lavoro svolto nel Febbraio 2006 e i suddetti “cancari” sono un ente pubblico biellese di cui, per codarda sopravvivenza, non cito il nome. Sono una psicologa (ormai più psicho che psico) e riepilogo la storia. Perché non basta digerire i “ritocchi” al tuo progetto da parte di saccenti non addetti ai lavori, che lo stravolgono in nome del politically correct (tipo non vedo, non sento, non parlo… le tre scimmiette, ma non siamo allo zoo), con tanti saluti alla deontologia professionale… Non basta essere trattati con sufficienza quando ti opponi ai “ritocchi”, proponendo argomentazioni scientificamente valide, solo perché non costruisci Piramidi ma lavori “solo” con le parole… Non basta stipulare un contratto di “prestazione occasionale” (prestazione occasionale… certe volte mi sento un po’ prosti) che sottrae un 20% da quella manciata di Euro che ti devono senza “contributi” (se ti proponi come libero professionista ti impalano col frassino come un vampiro)… No, non basta… Perché guai a dissociare il danno dalla beffa! Ti pagano dopo un anno! E che è? Faccio il mutuo per le bollette? Senza contare che liquidandomi nel 2007 quei bei 3500 Euro (che al netto fanno 2800 Euro, ma è un’inezia), mi trovo con solo più 1500 Euro da giocarmi in “prestazioni occasionali” per l’anno corrente, perché il tetto massimo per questo tipo di contratto è 5000 Euro annui (la mamma dice che così evito malattie veneree… boh?) e siamo solo a Marzo. Parlo di soldi non per fare la venale, ma è inutile aspirare alla realizzazione di desideri aulici quando manca la soddisfazione dei bisogni primari… è una gerarchia! Il lavoro scarseggia e il ricatto galleggia (non voglio fare paragoni con altre cose che galleggiano perché diventerei volgare, ma se un barbone è “residenzialmente flessibile”, quello che galleggia è “scatologicamente composto”).

A ma questa è solo la fine della storia e non voglio annoiarvi… to be continued…

Che dire?! Mal comune mezzo gaudio? Sì! E non ci sono più le mezze stagioni, mancano i parcheggi, andava meglio quando andava peggio… SVEGLIAMOCI!

Dopo colloqui di lavoro all’insegna del “troppo giovane, troppo vecchia, iperqualificata, poca esperienza nel campo”… vabbè ho capito, non ti piacciano gli occhi azzurri e i capelli lisci… Mi tocca fare la nonna animatrice (ho 34 anni) nei villaggi turistici. Sà da campà!
giovedì, 08 marzo 2007

Lavoratore pseudo autonomoDa due anni e mezzo, anzi, ormai quasi tre, lavoro part-time presso una grande ditta biellese, non sono operaia  ed impiegata, il ruolo che ricopro, o meglio dovrei ricoprire, è quello del consulente esterno, in ambito “culturale”. Ho iniziato praticamente senza alcuna esperienza, da zero, imparando  e cercando di prendere tutto quello che potevo dai miei colleghi, a mio parere con buoni risultati. Il tipo di lavoro mi soddisfa pienamente, in più mi permette di avere un po’ di tempo a disposizione (in realtà sempre meno, ma questo è un altro discorso) per terminare i miei studi universitari… fin qui non avrei di che lamentarmi.

Il bello o il brutto dell’intera vicenda è che mi considerano una libera professionista… quindi  Partita Iva. E tutto ciò che ne segue… Ciò che mi fa più arrabbiare è che alla fine della fiera, pur lavorando nello stesso posto ormai da quasi tre anni, la mia situazione non pare mutare. Non parlo di guadagno (non mi posso lamentare, anche se tra tasse, inps e varie il mio redito è praticamente dimezzato), ma della assoluta precarietà in cui mi trovo, in quanto solamente ogni tot mesi mi viene comunicata la possibilità di continuare con la mia pseudo “consulenza”. Forse il libero professionista ha dei vantaggi, può gestire il suo tempo (ma non è poi così vero) e… scusate, ma faccio fatica a trovare altri aspetti positivi.

Certo sono ancora giovane, molti miei coetanei non hanno ancora iniziato a lavorare, ma le prospettive mi sembrano sempre meno rosee, soprattutto per chi desidera, dopo aver dedicato anni allo studio, cercare non dico il lavoro perfetto, quello ideale, ma almeno qualcosa che si avvicini al proprio percorso di studi. Una vera chimera…

Mi fermo, per qui  mi verrebbe da tirare in ballo anche l’Università, il governo, e moltissime altre cose che non vanno…

 

Lavoratrice della cultura, Biella.

postato da: framene alle ore 10:04 | Permalink | commenti
categoria:inps, lavoro autonomo, mancanza diritti
mercoledì, 07 marzo 2007

Fuga: sì, ma verso dove?Salve. Ho letto con interesse il blog creato per la zona del Biellese che purtroppo parla di un tema così delicato a livello nazionale. Mi chiamo Sabine Moranino e abito a Biella; da circa un anno sono totalmente disoccupata, non riesco a trovare nemmeno un lavoro nero per guadagnare qualcosa. Il Biellese, per come la penso io, è morto, se ne vanno anche gli extracomunitari che in passato avevano aperto un'attività commerciale. Ma io mi chiedo: perchè bisogna sottomettersi a questi governanti prepotenti e autoritari? Per ovviare a questa domanda allora ho deciso di mettermi in proprio e sviluppare un'attività ancora poco conosciuta in Italia riguardo una sorta di e-commerce particolare; nel resto del mondo è conosciutissimo. Ho già i contatti giusti e sono iscritta alla prima e piu' importante associazione di venditori professionisti nel mondo di Internet. Sto cercando urgentemente una persona zona Biella e Biellese, anche disoccupata o precaria, per sviluppare questo nuovo lavoro, che sia capace nel web design ed a usare programmi quali Dreamweaver, Photoshop e Flash. Con un progetto valido e un impegno di collaborazione da entrambe le parti si possono ottenere ottimi risultati sin dal primo mese di lavoro. Per qualsiasi domanda scrivete a sabimor@libero.it

Sabine, Biella

mercoledì, 07 marzo 2007

Ho 46 anni, faccio l'informatico,  Camper Precario

abito a Vigliano Biellese ed è da anni che lavoro a Milano,

facendo il pendolare quotidianamente.

E scontrandomi ogni giorno con i problemi di trasporto, autostrade ferrovie

ecc.

Viaggiando a volte anche 5 ore al giorno.

Ho lavorato anche per un periodo a Moncalieri, e lì era un'altra storia,

vivevo in Camper !!!!

Sono un semi-precario, nel senso che sono precario ma con contratti lunghi.

Ma quello che mi fa' piu' rabbia e' che a Biella e' anni che mi sento

rispondere:

"ma lei alla sua eta' vuole ancora lavorare",

"no non ci interessano lavoratori anziani",

ti senti dire "le daremo una risposta",

o ti mandano la solita letterina "abbiamo preferito

assumere una persona con caratteristiche diverse"

e poi guarda caso, assumono un lavoratore piu' giovane.

Altra nota dolente, il mercato del lavoro e' spesso in mano alle

societa' interinali.

E con queste ultime "non si passa"!!

Sono loro che scartano i lavoratori.

Ho lasciato il mio curriculum a tutte le agenzie di Biella,

e in 5 anni mi hanno procurato solo un colloquio,

andato a buon fine,ma per "10 giorni part-time",

al che ho detto."No scusate e' troppo".

A cosa servono poi tutte queste agenzie interinali!

Mentre a Milano per lavorare non ci sono problemi,

ti prendono in prova e se sai lavorare ti tengono.

Certo puo' accadere che dopo un anno il lavoro finisca,

e ti devi spostare in un'altra azienda.

Ma nessuno mi ha mai detto "LEI E' TROPPO VECCHIO".

Solo a Biella accade.

Ringrazio per l'attenzione.

Informatico, 46 anni, Vigliano Biellese