cara francesca, vengo incontro alla tua richiesta e ti scrivo la mia frustrazione di precaria sperando ti sia utile.
credo che la mia sia però stata una scelta di precarietà!
mi è sempre stato detto che fare l'artista non ti fa guadagnare la pagnotta ed io volevo smentire quest'affermazione dimostrando che forse un sogno va oltre l'esigenza di stabilità. e così mi sono ritrovata a bussare alle porte di teatri, ricevendo la porta sul muso. e voltandomi indietro sentivo quella frustrazione dettata da una società legata a degli standard inequivocabili. non è facile arrivare in finale a dei provini, sapere di essere più preparata della persona che concorre con te e venire scartata perchè l'altra possiede delle "doti" che tu non hai, quali la bellezza o il famoso calcio in culo...
senza poi parlare di coloro che credono che il lavoro dell'attore non sia un lavoro e, rifugiandosi nella scusante dei tagli del governo alla cultura, esigono la tua presenza senza nessun contributo economico, pretendendo magari anche un lavoro di un certo livello... confermando così che chi vuole veramente tentare la carriera d'attore deve per forza avere una famiglia agiata alle spalle (cosa che io non ho!).
e così ti ritrovi di fronte al bivio: abbandonare quella strada che ritenevi avesse un certo spessore e che invece si rivela superficiale, o lottare e continuare, rischiando di prenderti altre porte sul muso? io ho optato per la seconda. ora mi ritrovo in un teatro a milano (perchè biella sicuramente non offre...) fino a maggio, con un altro contratto pronto per novembre.
e da maggio a novembre?
e così ci si adegua... non importa che tu abbia una laurea e un diploma da attore professionista...ritornerò a fare banchetti vendendo i miei gioielli alle feste di paese o sulle spiagge del mondo per almeno dire: precaria, ma soddisfatta!
precari soddisfatti di tutto il mondo unitevi e tenete duro, felici della vostra scelta!
un abbraccio,
daniela
nata e residente a biella fisicamente, e mentalmente volta al futuro e al mondo fuori biella!
categoria:pagamento, impossibilità di un futuro, passione per il proprio lavoro









Parto dal presupposto che se dovessi scegliere tra l'idea di avere lo stesso lavoro per tutta la vita ed uno che cambia ogni uno\due\tre anni, sceglierei il secondo. Assolutamente.


efono.
Oggi vado all’INPS. Tra l’intervista e la riunione dovrei avere tempo.
Il momento peggiore è la mattina, quando sei ancora nel letto.