giovedì, 20 marzo 2008
Io sono un po' più vecchina di loro, ma questi giovincelli hanno idee e voglia di realizzarle da vendere...
Hanno voglia di creare una C.A.S.A. (Centro d'Arte Sociale Autogestito) a Biella.
Che siano dei pazzi sognatori?? Io non credo.

Intanto visitate il loro blog e non perdetevi il post "Lettera alla classe dirigente".
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giovedì, 03 gennaio 2008
Alla fine, sarà LEI l'unica che ci rimane... sotto campana di vetro!Sono una ragazza di 26 anni, laureata in una facoltà scientifica (scusate se rimango sul vago ma non vorrei peggiorare la mia situazione già abbastanza in bilico!) con 110 e lode e con un master conseguito subito dopo la laurea... Insomma, mi sono data da fare in questi anni di studio e ho sempre dato il massimo dell'impegno per poi trovarmi di fronte a una realtà del tutto diversa da quella che mi aspettavo: una realtà che non ripaga gli sforzi e che non gratifica per le doti e l'impegno.
Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro qui a Biella. Perchè rimanere a
Biella, chiederete voi... perchè sono attaccata alle mie radici e alle persone e in fondo amo questo paesone, amo la vita di provincia dove bene o male ci si conosce tutti e si ha quel sentore di umana solidarietà. Ora sto facendo un dottorato di ricerca e percepisco una misera borsa di studio ministeriale (800 euro menisili). Ma fin qui tutto bene: me lo aspettavo, sapevo a cosa sarei andata incontro accettando di studiare ancora. Il problema è che se guardo solo un po' più in là del mio naso, vedo i miei colleghi (anche di 40 anni) con dei contratti a progetto da far piangere e la novità sapete qual è? E' che ora i soldi per pagarci non ci sono più (ma sarà poi vero che questi soldi non ci sono?) e i contratti saranno rinnovati
per qualche mese e poi chissà cosa accadrà? A volte penso che per i biellesi (per lo meno quelli che mi/ci amministrano) il nostro lavoro non sia considerato così "importante" e socialmente riconosciuto per sprecare tante risorse su di noi. Oltretutto, con i nostri tipi di contratto dobbiamo attenerci ad un orario ben preciso che prevede 8 ore di lavoro giornaliere, 40 settimanali. E' bello essere precari e avere tutti gli svantaggi di un contratto del genere e dover adempire agli obblighi di un dipendente, non trovate?! Sono profondamente demoralizzata e a questa situazione, a Biella come in qualsiasi altra città d'Italia, non riesco proprio a farci l'abitudine. Come posso pensare di avere la mia indipendenza e, un giorno, mettere su famiglia con delle condizioni del genere? E' proprio vero che così facendo si uccide l'entusiasmo dei giovani, che si può dire sol  grazie alla passione continuano a impegnarsi nella ricerca scientifica in un paese che non fa nulla per ripagarli, o anche solo gratificarli.
Non chiedo di essere ricoperta d'oro, anche se con tutti gli anni passati a studiare mi piacerebbe guadagnare un po' di più di 1100 € al mese, chiedo solo la certezza di avere un lavoro tra 1, 2, 5, 10 anni... Sono giovane e il mio lavoro mi piace troppo: sono solo questi i motivi per cui non mollo.
Posso sperare in un futuro migliore?



Una precaria, Biella

PS: ringrazio Francesca per aver creato un blog così utile, che ci fa sentire un po' meno soli e funziona anche un po' da valvola di sfogo. Mi scuso inoltre per l'anonimato ma non vorrei rischiare di perdere il mio lavoro, seppur precario! Come ben sapete, con i contratti che siamo costretti ad accettare, i datori di lavoro non ci pensano due volte e non rinnovarli.
sabato, 27 ottobre 2007

Dopo il 20 ottobre

 

Miii... se hanno ragione loro, QUANTA DIGNITA' ho IO???Mentre milioni di giovani affrontano tutti i giorni la propria condizione incerta di studenti poco qualificati, spesso ignoranti, in attesa di diventare disoccupati e precari; di disoccupati o occupati precari per molti anni o per sempre; di occupati a tempo indeterminato in equilibrio sull’asse di un economia (capitalistica) sempre più incapace di produrre, e distribuire, ricchezza.   Mentre accade tutto questo la politica parla di se stessa, discute della propria onestà  e si fa guerra per darsi una patente di rispettabilità, inseguendo il sogno della sicurezza totale, della giustizia giusta: un orgia autoreferenziale e impotente! 

Troppo facile e stupido chiedere “giustizia e ordine” in un mondo in cui regnano ingiustizia sociale e sperequazioni sempre più evidenti, che riempiono le carceri di disperati che vi restano perché poveri.

Mentre l’evasione fiscale, lo “strozzinaggio” bancario, l’indifferenza per le sorti dell’ambiente, la ricerca esasperata della riduzione del costo del lavoro sono gli strumenti utili per rafforzare il peso economico dell’impresa, che non sa investire, che non sa innovare ma chiede “flessibilità” che vuol dire “precarietà”.   Mentre questa appare la sola strada per raggiungere il potere economico… accade che Di Pietro e Mastella litigano di “giustizia e ordine”, il governo vara un “piano sicurezza”, all’unico scopo, i primi di rubarsi gli elettori, il secondo di contenere la perdita di consensi !

Non c’è un progetto, non c’è discontinuità con le politiche economiche del passato.  Si fa finta di ascoltare ma ci si guarda la pancia, si fa bassa ragioneria invece di programmazione politica, si risparmia invece di investire, si contraggono i salari e gli stipendi invece di allargare l’accesso ai consumi, si fa della “legalità” ipocrita invece della solidarietà…   

Verrebbe da dire con Erasmo da Rotterdam: “E dunque… non meriterebbero questi pazzi da legare, che pur vogliono parere dei Taleti per sapienza, non meriterebbero di essere chiamati maestri di pazzia?

Noi che siamo abituati a parlare di cose e siamo un po’ indifferenti all’occupazione del potere (forse perché non ne abbiamo ancora gustato appieno il sapore o forse, davvero, perché il potere logora, svuota e cosifica!). Noi che vorremmo “scioglierci” nella società e nei movimenti, che vorremmo la partecipazione politica e l’autodeterminazione, l’autogestione dei bisogni e del loro soddisfacimento. Noi che vorremmo che le identità fossero fatte di progetti e azioni e non di bandiere e simboli…   Noi pensiamo che si debba agire!!!

Per arginare il giustizialismo di Di Pietro, l’insipienza di Mastella, la deriva moderata e normalizzatrice del Partito Democratico, l’iniquità delle politiche economiche dei governi europei, la crisi della politica e la tentazione dei “nuovi predicatori” non dobbiamo costruire un nuovo partito ma una “rete critica”: un laboratorio (o cantiere o soggetto ma non una cosa!) fatta di individualità, movimenti, associazioni e partiti che diano vita ad una alternativa politico-culturale. 

Muovendoci dalle grandi questioni poste dalla manifestazione del 20 ottobre ci piacerebbe costruire qui nel biellese una rete critica  (lontana ed estranea dalla lobby  di imprenditori/banchieri/ commercialisti/geometri che guidano la politica locale):  una sinistra sociale e politica, plurale e unitaria che possa muoversi anche sui temi locali, che non sono certo diversi da quelli “globali”, e potrebbero divenire immediata occasione di azione politica nel territorio e nelle istituzioni.   

Superando i pregiudizi ideologici, le ricerche identitarie autoreferenziali e le collocazioni istituzionali, dentro la società che agisce in nome della comunità partecipata e solidale incontriamoci e avviamo un percorso di costruzione “dal basso” di un’alternativa di società.

Per costruire un “cartello elettorale” c’è tempo…, urgente è metterci insieme per costruire progetti condivisi e dare un segno diverso alle politiche locali, contribuendo alla necessaria svolta delle politiche nazionali. 

Sentiamoci e incontriamoci, fuori dagli schemi …ma facciamo presto!

 

Biella, 25 ottobre 2007.

   

 

Marco Sansoé

Segretario provinciale PRC

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categoria:proposta sansoè dopo il 20 otto
venerdì, 19 ottobre 2007

Non sono d'accordo con il Diegno di Legge Levi-Prodi, soprattutto, nella definizione che viene data di "prodotto editoriale" ("Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso").

Mi sembra che il loro gioco sia simile a quello che pone il contratto a progetto sotto la categoria del lavoro autonomo. Scusate il paragone poco "aulico", ma è come chiamare le uova di trota "caviale" e obbligare la trota a risalire i fiumi contro corrente.
Non è onesto da parte del Governo, e quindi dello Stato Italiano, allargare definizioni specifiche come quella di "prodotto editoriale" e di "editoria" al semplice scambio di informazioni, opinioni, a volte anche sentimenti ed esprerienze tra semplici cittadini.
Scrivere su internet NON deve essere equiparato a pubblicare un articolo su una testata giornalistica.
Qualsiasi governo che tema, e quindi controlli, censuri o rende difficile, il libero discorso e il libero e scambio di idee tra semplici cittadini mina la libertà stessa di tali cittadini.

Mia zia e la sua parrucchiera sono un tantino più stagionate... Ma cosa vogliono fare? Far iscrivere all'albo dei giornalisti anche mia zia e la sua parrucchiera, note opinion leader, del piccolo paese in cui vivo?

Cari governanti, date fiducia ai cittadini italiani, non siamo beoti come pensate... quando leggiamo una notizia su internet, magari nel blog di qualche sconosciuto, non la prendiamo sul serio finchè non abbiamo controllato!!!


Comunque da questo Disegno di Legge si capiscono alcune semplici cose:

- I nostri governanti sono tecnologicamente Ignoranti

- Tutti hanno PAURA della liberta' d'informazione perchè forse hanno molto da nascondere

- Internet preoccupa sempre di piu' (dopo il V-DAy se ne sono accorti anche i piu' scettici).

- Un cittadino informato dei fatti è considerato un cittadino potenzialmente pericoloso

Per questi motivi VALE LA PENA utilizzare Internet per informarsi e cercare di diffondere questo comportamento !!



Da www.beppegrillo.it

**La legge Levi-Prodi e la fine della Rete **

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all informazione sotto sotto questi sono tutti d accordo.

La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.

L'iter proposto da Levi limita, di fatto, l accesso alla Rete. Qualesemplice cittadino si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?

La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile.

Il 99% chiuderebbe.

Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.

Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento.

Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it 
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categoria:disegno di legge levi-prodi
giovedì, 20 settembre 2007

Non condivido quanto sostenuto nel seguente post, ma dato che il blog è per Voi e non solo per Me, lo pubblico lo stesso.

Che noi Italiani andassimo nei paesi ricchi senza togliere lavoro a nessuno non credo sia vero... basti pensare a tutta la diffidenza e, spesso, all'odio verso gli Italiani che le working class di paesi come Francia, Belgio e Germania hanno provato in passato e dimostrato con i fatti. Provare astio oggi per chi arriva dall'estero con un titolo di studio e con le capacità, potenzialità per lavorare in Italia non è attaccamento alla propria terra, ma frustrazione per dei concorrenti, provare la quale è anche legittimo.

Ma questa è solo la mia opinione, adesso apriamo il dibattito...

in questo caso, poi alla fine nasce un'amicizia...Salve,
rieccomi a scrivere nel VS. blog. Io sono sempre quello che viveva in camper...informatico 46 anni precario. Vi ricordate la frase che scrissi nella email di Luglio ? "Nel Biellese  scopro che c'è una grande ricerca di personale apprendista e/o exstracomunitario"
Neanche a farlo apposta, ho fatto un colloquio in una nota banca cittadina, e pur avendo tutti i requisiti tecnici non mi verra' assegnato il posto. (Solito discorso, eta', simpatia,costi ecc).
Ma ho visto una cosa: molti exstracomunitari. Eh si, perche' e' ora di finirla di legare la voce exstracomunitario ai soliti VU' CUMPRA', ora arrivano anche gli Ingenieri.
Perche' si assumono gli exstracomunitari quando molti giovani Biellesi anche laureati sono costretti ad andare a lavorare a Milano, perche' nel Biellese non ci sono posti di lavoro.  Costano meno ???
Se e' cosi' allora solo uno "STUPIDO IMPRENDITORE" assumera' ancora personale Italiano.
NON FRAINTENDETE, QUESTO NON E' RAZZISMO.
Ma lasciatemelo dire: forse saro' troppo patriota o troppo attaccato alla mia terra, ma non sopporto di vedere Biellesi disoccupati , ed exstracomunitari con ottimi impieghi.
Non fatemi neanche discorsi tipo: nel secolo scorso eravamo anche noi Migranti. S^ ma noi andavano nei paesi ricchi senza togliere lavoro a nessuno.

grazie per avermi letto

Informatico 46 anni Vigliano Biellese

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categoria:immigrazione, biellese senza prospettive
martedì, 04 settembre 2007

Be' e poi almeno diamo un taglio con anni di magrismo ostentato!!! Viva la ciccia!!!Be' l'altra volta ci aveva provato Ivan Scalfarotto, adesso ci prova Mario Adinolfi.

E io che alla "rivoluzione generazionale" ci credo, mi sa che il mio voto alle primarie glielo do...

Non credo abbia molte speranze di vincere, ma se riesce a "salire in quota" almeno potrà portare all'attenzione di tutti la questione generazionale..

Per chi volesse saperne di più di questo candidato under40, che ha le idee chiare su lavoro precario e malpagato, pensioni che noi non avremo mai e tanti altri piccoli porblemucci che chi è nato prima degli anni '70 fa fatica a vedere/capire...

 

 

 

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lunedì, 06 agosto 2007
Eh! Avercela la chiave per sbloccare tutto....Ciao,
di precari c'è ne sono a iosa addirittura chi è rimasto senza lavoro e ha pensato bene di ristrutturare un suo locale per fare il commerciate! E' da un anno che fa il precario perchè il Comune non dà il permesso di effettuare questi benedetti lavori, ma la presa in giro è che ogni tot di mesi arriva una lettera dicendo "Per noi va bene, a patto che ci date questa documentazione" e si sta andado avanti ormai da un anno.
Meno male che dicono che vogliono fare qualcosa per i Biellesi !!!!!! Ma quando? Fra quante generazioni? Io ho iniziato a lavorare nel lontano '87: non si stava male con il lavoro, bene o male c' era per tutti fino a qualche anno fa, ma questa è storia vecchia...
Sapete che quelli che venivano chiamati fino qualche tempo fa "precari", cioè le persone che vivono nel Meridione (e io sono una meridionale da parte di tutte e due i genitori, precisamente siciliana da Marsala -TP-), loro hanno più agevolazioni di noi? Esempio: nel Biellese o nel Nord Italia, quando uno è in mobilità tra una età compresa dai 30/40 anni ha solo un anno pagato, tra i 40/50 ha due anni pagati, tra i 50/60 ha tre anni pagati, ma solo l'80% del lordo della busta paga e ogni mese o anno cala fino a non prendere più nulla. I meridionali o le persone che lavorano con ditte che hanno sede da Roma in giù beh... loro hanno un anno in più di noi di mobilità cioè, tra i 30/40 anni due anni pagati, tra i 40/50 tre anni pagati, tra i 50/60 quattro anni pagati, ma il bello e che loro dal primo giorno all'ultimo girno di mobilità viene pagata al 100%, questi dati presi direttamente dal sito dell' inps quindi da tutti visibili, questo vi sembra giusto? L'Italia non è per tutti uguale? Come del resto dovrebbe essere la legge?.
Lasciamo perdere poi il discorso di come siamo forniti da noi (nel Biellese). Abbiamo un aeroporto che invece di portare guadagno fa buchi incredibili ed è sembre senza soldi. Ho visto aeroporti piccoli come quello di Cerrione lavorare alla grande anche con voli di linea e aerei piccoli ma sempre bene forniti. 
E' anche vero che chi ha una fabbrica ha cercato di chiudere le porte in tutti i senzi al di fuori del Biellese, ma ora con poco lavoro dovrebbero capire che più è di passaggio BIELLA più lavoro arriva. Non facciamo come gli struzzi che quando c'è un problema nascondono la testa sotto la sabbia. E' ora di finirla, il Biellese è il cuore dell'Italia cerchiamo di renderci conto di questo: noi siamo il paese che paga di più di tasse perchè avevamo tanto lavoro e quando è calato non hanno pensato di diminuirle ma di lasciare tutto così come era, tanto i Biellesi se la cavano sempre, ma quando al Governo qualcuno ha proposto di raddoppiare lo stipendio , tutti se lo volevano manciare vivo...
Scusatemi per questo sfogo, ma non ne posso più di questa situazione di persone che cercano di cavarsela da soli per non fare i precari e o il Comune, o lo Stato o altro ti mettoni i bastoni tra le ruote e ti fanno fare i PRECARI per forza.
Distinti saluti
sfogo da una PRECARIA
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categoria:lavoro autonomo, biellese senza prospettive
domenica, 22 luglio 2007

screensaver precarioRicevo e pubblico:

Ciao ragazzi,
sono un architetto (precario) e artista part-time.
Vi segnalo il mio ultimo lavoro: lo screensaver per il lavoratore precario da ufficio!
Aiutatemi a diffonderlo!
Il progetto è stato segnalato dal sito internet di Liberation e sta avendo un'ottima accoglienza tra i precari!

[Per scaricarlo cliccate sull'immagine a destra]

Un paio di anni fa, in ufficio, ho messo questo screensaver. Sarai anche tu coraggioso come me?
Sei stato assunto con contratto a tempo determinato, sei un maledetto precario?? Dimostra al tuo capo quanto sei precario: ogni tanto lavori....ogni tanto non lavori !!
Scarica e Installa (in italiano - tranquillo, non non è un virus per il computer, è un virus per le aziende... ma se non ti fidi fai pure la scansione)
Per disinstallarlo, vai su start- pannello di controllo - installazione applicazioni

(post scriptum: non lavoro più in quell'ufficio)

Paolo, architetto precario

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categoria:screensaver precario
venerdì, 13 luglio 2007

si passa dal burrone alle cime aguzze... ma la precarietà è sempre uguale!!!Ciao Francesca.
Tanto per essere identificato, io sono quello che viveva in camper.
E ci vivo ancora anche se piu' saltuariamente. Ma veniamo a noi...

Ti stupisci perché nessuno scrive più nel blog?
Secondo me questo fa parte un po' per colpa delle caratteristiche dei Biellesi.
Qualcuno di loro si chiederà: "Perchè farlo? Tanto non cambia nulla".
Altri forse si vergognano. Ad altri non gliene frega niente.
Io continuo a lavorare a Milano, e quando ne parlo con amici/conoscenti biellesi, e ricordo che è da 6 anni che non riesco a trovare lavoro nel Biellese (neanche a fare l'operaio), cosa ne ricevo? Nulla, pura indifferenza!
A Milano se dici che sei senza lavoro trovi una grande solidarietà. Ti danno una mano! Nel Biellese  scopro che c'è una grande ricerca di personale apprendista e/o exstracomunitario: perché? Costano meno?Oppure vanno da Biella a Milano a cercare personale tecnico. E poi la legge Biagi... Complimenti bello schifo. Certo gli imprenditori pagano meno. Ma i contributi chi li paga?
E poi nel Biellese... i trasporti... i treni ...accidenti a volte Milano-Biella 3 ore... neanche fossimo in Mongolia... le strade... come prima .... autobus, pochi.
Grazie per avermi letto, ti saluto

Informatico, 46 anni, Vigliano Biellese

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categoria:lavoratori anziani, biellese senza prospettive
venerdì, 13 luglio 2007

Cari lettori del blog, se qualcuno lo segue dall'inizio si ricorderà che il blog è nato per raccogliere delle testimonianze di lavoratori precari biellesi per organizzare una serata in zona con tema proprio il precariato.

L'intenzione era quella di far conoscere il fenomeno anche a chi pensa che sia qualcosa che non gli riguarda, invitando anche un "super ospite" autorevole e dotto che ci parlasse anche delle conseguenze economiche e sociali di tale scelta... avevamo pensato al prof. Roberto Burlando.

Qualcuno ci ha però anticipato, quindi, per chi fosse interessato, spero in MOLTI, stasera (mi dispiace dirvelo solo ora ma l'ho saputo mercoledì 11 e ieri e oggi ero a Torino) ci sarà una serata organizzata da PRC di Cossato in cui si discuterà proprio sui temi a noi "cari"... io ci sarò!!!

COMUNICATO STAMPA

 

Aumentano i consumi, diminuiscono le risorse e i  posti di lavoro, il precariato sembra essere la condizione degli anni a venire.

 

Aumenta vertiginosamente l’inquinamento, possiamo parlare allora di decrescita controllata ?

 

Possiamo  parlare di come può il sindacato intervenire in difesa dei lavoratori oggi che il lavoro assume aspetti diversi?

 

Possiamo parlare di come la politica, la pubblica amministrazione possono intervenire per dare delle risposte non solo assistenziali?

 

NOI CI PROVIAMO!!!!!

 

Venerdì 13 luglio ore 21

presso il circolo ARCI Castello,

Lessona,  frazione Castello

 

con:

 

ROBERTO BURLANDO prof. di politica economica all’Università di Torino

 

ADAM MBODJ                segretario FIOM CGIL di Biella

 

BRUNO CASATI            assessore al lavoro della provincia di Milano P.R.C.

 

                                                                        Cordiali saluti

                                                                      Valter Clemente

                                               Segretario circolo Cossato-Vallestrona P.R.C

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categoria:serata precaria di prc